Notes From a Recent Planning Session

12 marzo 2025 Elisabetta Morelli

Ogni tre mesi ci chiudiamo in studio per una giornata intera, senza schermi accesi se non per prendere appunti. L'ultima sessione è partita da una domanda semplice: cosa vogliamo realmente raccontare nel prossimo numero di Sphereie? La risposta, come spesso accade, è arrivata dopo aver scartato almeno una decina di idee troppo vaghe o troppo simili a quanto già pubblicato.

Il nodo centrale emerso riguarda il rapporto tra strumenti open source e pratiche di laboratorio. Negli ultimi mesi abbiamo seguito da vicino il lavoro di tre collettivi italiani che usano software liberi per installazioni interattive, e ci siamo resi conto che manca una narrazione che spieghi il processo, non solo il risultato finale. Non vogliamo un altro pezzo che elenca strumenti e basta: vogliamo capire come si organizza un flusso di lavoro quando il codice, l'elettronica e lo spazio fisico devono dialogare tra loro.

La seconda questione riguarda la forma. Il magazine ha sempre privilegiato l'approfondimento scritto, ma le interviste raccolte ai festival di media art europei suggeriscono che il pubblico cerca anche contenuti più operativi: schemi, mappature, errori da evitare. Stiamo valutando una rubrica fissa che documenti un progetto dalla concept alla messa in opera, con note tecniche e foto di backstage. Il primo candidato è un'installazione generativa che trasforma i dati del traffico cittadino in una composizione visiva proiettata su una facciata storica.

La terza riflessione, forse la più importante, riguarda il tono. Durante la sessione abbiamo riletto alcuni dei nostri pezzi più datati e ci siamo accorti di quanto il linguaggio sia cambiato in pochi anni. Le parole che usavamo per descrivere la realtà aumentata oggi suonano ingenue, quasi pubblicitarie. Il prossimo numero vuole essere più diretto, meno entusiasta e più analitico: raccontare cosa funziona, cosa no, e perché certe sperimentazioni restano chiuse in un circuito ristretto di addetti ai lavori.

Dalla sessione è uscita una scaletta provvisoria di sei articoli, due interviste e un tutorial pratico su Processing e sensori di prossimità. Non tutto sopravviverà al confronto con la realtà, ma la direzione è chiara. Nei prossimi giorni confronteremo la scaletta con i collaboratori esterni e inizieremo a verificare la fattibilità dei progetti che vorremmo documentare. Il prossimo numero arriverà in primavera, con una veste grafica leggermente rinnovata e una maggiore attenzione ai processi.

Ultime pubblicazioni

Note di lavoro, resoconti di laboratorio e riflessioni a margine della ricerca visiva. Ogni articolo parte da un caso concreto, da una sessione di prove o da una decisione presa in redazione.

Elisabetta Morelli 12 marzo 2025 4 commenti

Notes From a Recent Planning Session

La redazione si è riunita per definire la linea editoriale del prossimo numero, e dalle note sono emerse alcune direzioni precise. Abbiamo discusso di come trattare la realtà aumentata senza cadere nella retorica della novità a tutti i costi, preferendo casi studio con limiti tecnici dichiarati. Il confronto ha prodotto una scaletta di contributi che parte da un'installazione site-specific a Torino e arriva a un tutorial su strumenti open source per il mapping. In questo articolo racconto cosa è stato scartato, cosa è stato confermato e perché alcune idee sono finite in pausa.

Ing. Giuseppa Bellini 5 marzo 2025 7 commenti

A Practical Look at the First Week

La prima settimana di lavoro su un progetto di arte generativa è spesso quella in cui si prendono le decisioni che contano: quale linguaggio usare, come organizzare il codice, quando fermarsi a osservare i risultati. Ho seguito da vicino un collettivo che ha dovuto bilanciare tempi stretti e ambizione estetica, e ho annotato le scelte che hanno funzionato. Il pezzo non promette soluzioni universali, ma offre uno sguardo concreto su vincoli, compromessi e piccoli aggiustamenti che fanno la differenza tra una demo e un'opera compiuta.

Lia Monti 26 febbraio 2025 3 commenti

What Changed After the Initial Review

Dopo la prima revisione di un'installazione interattiva, il gruppo di lavoro ha rivisto alcune scelte che sembravano solide. La revisione ha riguardato soprattutto il posizionamento dei sensori e la risposta del sistema in condizioni di luce variabile, due aspetti che in laboratorio non erano emersi. Questo articolo documenta le modifiche apportate, gli errori riconosciuti e le soluzioni adottate per la seconda iterazione. È un resoconto onesto di un processo che raramente segue una linea retta, e che proprio per questo merita di essere raccontato.

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