Notes From a Recent Planning Session
Ogni tre mesi ci chiudiamo in studio per una giornata intera, senza schermi accesi se non per prendere appunti. L'ultima sessione è partita da una domanda semplice: cosa vogliamo realmente raccontare nel prossimo numero di Sphereie? La risposta, come spesso accade, è arrivata dopo aver scartato almeno una decina di idee troppo vaghe o troppo simili a quanto già pubblicato.
Il nodo centrale emerso riguarda il rapporto tra strumenti open source e pratiche di laboratorio. Negli ultimi mesi abbiamo seguito da vicino il lavoro di tre collettivi italiani che usano software liberi per installazioni interattive, e ci siamo resi conto che manca una narrazione che spieghi il processo, non solo il risultato finale. Non vogliamo un altro pezzo che elenca strumenti e basta: vogliamo capire come si organizza un flusso di lavoro quando il codice, l'elettronica e lo spazio fisico devono dialogare tra loro.
La seconda questione riguarda la forma. Il magazine ha sempre privilegiato l'approfondimento scritto, ma le interviste raccolte ai festival di media art europei suggeriscono che il pubblico cerca anche contenuti più operativi: schemi, mappature, errori da evitare. Stiamo valutando una rubrica fissa che documenti un progetto dalla concept alla messa in opera, con note tecniche e foto di backstage. Il primo candidato è un'installazione generativa che trasforma i dati del traffico cittadino in una composizione visiva proiettata su una facciata storica.
La terza riflessione, forse la più importante, riguarda il tono. Durante la sessione abbiamo riletto alcuni dei nostri pezzi più datati e ci siamo accorti di quanto il linguaggio sia cambiato in pochi anni. Le parole che usavamo per descrivere la realtà aumentata oggi suonano ingenue, quasi pubblicitarie. Il prossimo numero vuole essere più diretto, meno entusiasta e più analitico: raccontare cosa funziona, cosa no, e perché certe sperimentazioni restano chiuse in un circuito ristretto di addetti ai lavori.
Dalla sessione è uscita una scaletta provvisoria di sei articoli, due interviste e un tutorial pratico su Processing e sensori di prossimità. Non tutto sopravviverà al confronto con la realtà, ma la direzione è chiara. Nei prossimi giorni confronteremo la scaletta con i collaboratori esterni e inizieremo a verificare la fattibilità dei progetti che vorremmo documentare. Il prossimo numero arriverà in primavera, con una veste grafica leggermente rinnovata e una maggiore attenzione ai processi.